Le Fonti
Le Fonti
Leggiamo negli Actus Beati Francisci et sociorum eius (capp. XIV e XVI) e nei Fioretti (cap. XVI) che San Francesco, all’inizio della sua predicazione, capitò in un castello chiamato Cannarium (oggi Cannara), i cui abitanti rimasero così affascinati dalla sua parola che tutti volevano seguirlo abbandonando le loro case, ma il Santo disse loro: “Non abbiate fretta, e io provvederò a quel che voi dobbiate fare per la salvezza della vostra anima. E allora pensò di fare il Terzo Ordine, che è detto dei Continenti, per la salvezza di tutti, universalmente” (Actus, cap. XVI).
Le Fonti narrano che il Santo, lasciato il castello insieme ai suoi compagni fra’ Masseo e fra’ Angelo, si incamminò per un sentiero che da Cannara conduce a Bevagna: ‘…si partì indi e venne tra Cannario e Bevagno’ (Actus Beati Francisci et sociorum eius, Cap. XIV e Fioretti, Cap. XVI).
“… E passando oltre con quello fervore, levò gli occhi, e vide alquanti arbori allato alla via, in su’ quali era quasi infinita moltitudine di uccelli; di che Santo Francesco si meravigliò e disse ai suoi compagni: Voi m’aspetterete qui nella via, e io andrò a predicare alle mie sirocchie uccelli; e entrò nel campo, e cominciò a predicare agli uccelli … ‘sirocchie mie uccelli, voi siete molto tenuti a Dio vostro creatore, e sempre et in ogni luogo il dovete laudare…et allora tutti quelli uccelli in schiera si levarono in aria con meravigliosi canti…E poi, secondo la croce che avea fatto loro santo Francesco, si divisono in quattro parti; l’una parte volò verso l’oriente, l’altra verso l’occidente, la terza verso il meriggio, la quarta verso l’aquilone, e ciascuna schiera andava cantando meravigliosamente …” (Fioretti, cap. XVI).
È l’episodio “tra i più gentili e i più santi e i più significativi che la fede e la poesia degli uomini ricordino” (A. Fortini, Vita Nova di San Francesco).
Lo scenario del miracoloso avvenimento, secondo i più antichi scrittori della vita del Santo e secondo gli studiosi di ogni tempo, è Piandarca.
Tommaso da Celano non lo menziona espressamente, dice: “[San Francesco] … giunse ad un luogo presso Bevagna, dove era raccolta una grandissima quantità di uccelli…” (Vita prima Francisci Assisiensis ed. PP. Collegii S. Bonaventurae, Ad Claras Aquas, 1926), ma il commentatore specifica in nota 7 che il luogo, situato tra Cannara e Bevagna e distante due leghe da Assisi, si chiama Piandarca.
E Bonaventura da Bagnoregio, nella sua Leggenda Maggiore, scrive che l’episodio della Predica agli uccelli “avvenne tra Cannara e Bevagna, nel luogo detto Pian dell’Arca” (Fonti Francescane, Padova 2000).
Vita Nova di Arnaldo Fortini
La più bella pagina mai scritta sulla predicazione di San Francesco a Cannara è di Arnaldo Fortini, uno dei massimi studiosi del francescanesimo del Novecento che ci ha lasciato una memorabile ricostruzione storica della predicazione di San Francesco a Cannara, con gli episodi del Miracolo delle rondini, dell’ideazione del Terz’Ordine e della Predica agli uccelli (Vita Nova di San Francesco, vol. secondo, Biblioteca di Storia Patria, Roma 1977, p. 639 e sg.). Per l’interesse che suscita, se ne propongono alcuni passi:
Il miracolo delle rondini
… Così garrivano le rondini quel giorno che il Santo predicava nella piazza di Cannara, forte castello della diocesi di Assisi, sulla sinistra del Tupino, a qualche miglio da Santa Maria degli Angeli. Il luogo era assai impervio, stretto tra la palude e la collina selvosa… Nei mesi d’inverno i fossati traboccavano ristagnando in una larga distesa acquitrinosa tra i folti canneti, donde era venuto il nome al castello. I lupi giungevano davanti alle porte sbarrate, empiendo le notti delle loro lugubri grida. Ma quel giorno si era in primavera già avanzata. Le canne luccicavano al sole; il fiume scorreva rispecchiando l’azzurra limpidezza del cielo. Era il tempo in cui Francesco aveva ricevuto l’avvertimento di continuare nella sua opera di apostolato.
Aveva preso con sé frate Masseo e frate Angelo e si era messo di nuovo in cammino, pensando di ricominciare da quel castello, a lui ben noto fin dagli anni della giovinezza.
Era nella pienezza del suo ardore. Aveva divorato la strada che scende da San Damiano e prosegue per Castelnuovo, giungendo sul ponte di Cannara a mattino alto. Subito la voce si era diffusa e la popolazione era accorsa, riunendosi sulla piazza davanti alla pieve.
Gli atti degli archivi assisani ci danno anche qui la sensazione precisa e immediata del carattere e dell’aspetto di questi abitatori. Molinari torvi e irriducibili, usi a contrastarsi con gli appaltatori del Comune di Assisi per via dei proventi dei mulini e delle gualcherie, della condotta dell’acqua e della gabella del macinato: spesso scendevano alle vendette rovinando gli argini delle forme, guastando i muri e le travi delle chiese. Coltivatori di farro. Ribattitori di macine. Bovari e tagliatori di boschi. Cacciatori di lupi. Intrecciatori di vimini.
Francesco vedeva sotto la sua parola i volti spianarsi, la cupa diffidenza far luogo a un’impressione di meraviglia attonita. E il suo impeto si accresceva per quella impensata commozione dei suoi ascoltatori. Ma i gridi delle rondini lo disturbavano e gli impedivano di raccogliersi. Lo stormo passava e ripassava tra il fiume e la porta di Limigiano, empiendo il cielo di un clamore così forte che Francesco, giunto a metà del suo discorso si fermò. Alzò verso il cielo il volto radioso e disse: -O mie sorelle rondini, assai avete fin qui parlato; lasciate che adesso parli io. Ascoltate ciò che dice il Signore e rimanete ferme in silenzio finché non sarà terminato il discorso di Dio -.
Subito, e fu cosa prodigiosa, le rondini seccarono il volo e si posarono in atto di attenzione. Sulle cornici delle case, lungo i modiglioni della torre e sugli archetti, i petti bianchi e le code forcute brillavano come quando in settembre è giunta l’ora del passaggio. Ascoltavano così insieme l’infiammata orazione gli uomini e gli uccelli, in meravigliosa comunione spirituale, uniti dallo stesso fervore.
L’ideazione del Terz’Ordine
Ma a tale miracolo un altro ne seguì non meno portentoso. Quando il Santo ebbe finito di parlare, non soltanto alcuni come generalmente avveniva, ma tutti insieme, uomini e donne, sorsero a gran voce chiedendo di seguirlo sulla via della rinunzia… Tutto erano decisi con gioia a donare pur di rinnovellarsi, di risorgere, di vivere il mirabile sogno che la parola dell’uomo di Assisi aveva loro rivelato. A questa offerta eroica di tutto un popolo disposto ad immolarsi per la sua liberazione, il cuore di Francesco tremò, come sotto l’urto impreveduto di una commozione troppo forte. Ciò che egli aveva immaginato quale stato eccezionale di grazia diventava adesso, nello slancio di quella povera umile gente, la regola della vita comune. Era un nuovo arduo problema, non preveduto fino a quel giorno. Vi fu un istante di silenzio che dominò la piazza assolata, l’ansia degli uomini, la devota ascoltazione delle rondini. Infine egli parlò e disse: ‘Non abbiate fretta, rimanete. Io ordinerò quello che dovrete fare per la salvezza dell’anima vostra’.
Così per la prima volta, in quella pausa raccolta dei cuori agitati, il Santo meditò e decise l’istituzione del Terz’Ordine…
La Predica agli uccelli
… partitosi da Cannara, procedeva per la via di Bevagna. Un’onda fresca di poesia risollevava in lui tutti gli spiriti della primavera. La strada che s’inoltrava tra campi di grano dopo un breve tratto sboccava in un largo pianoro che i contadini chiamavano, e chiamano anche oggi, il Pian dell’Arca.
Alcune querce sorgevano intorno e Francesco, levati gli occhi, vide sui rami una grande moltitudine di uccelli, che sembravano attendere il suo passaggio.
Li chiamò e quelli subito volarono giù e si disposero per terra in cerchio, così vicini che alcuni giungevano a toccare la sua tonaca…
Un azzurro intenso, quello stesso che Giotto profuse un secolo più tardi nell’affresco della basilica superiore, risplendeva sull’idillio, che è tra i più gentili e i più santi e i più significativi che la fede e la poesia degli uomini ricordino…
Per la citazione delle fonti storiche e bibliografiche, si ringrazia il Prof. Ottaviano Turrioni, cultore di storia locale che ha raccolto i suoi studi su Piandarca e Cannara in diversi libri che dagli archivi storici hanno fatto emergere memorie dimenticate legate ad una Terra ricca di storia e cultura.
In particolare:
‘Cannara. La nascita del Terz’ordine e la predica di s. Francesco agli uccelli. Antologia di scrittori dal Medioevo ai giorni nostri’ con note storiche sulla fraternità OFS di Cannara dal 1500 ad oggi – di Ottaviano Turrioni, ED. Fraternità OFS Cannara 2016.
Animato da un profondo amore per la propria terra, in questo testo il prof. Turrioni ha condotto un lungo ed approfondito lavoro di ricerca che, attingendo alle Fonti Francescane e ad una bibliografia che muove del sec. XIII oltreché ad un’antichissima tradizione, ricostruisce minuziosamente il collegamento tra Cannara e due grandi eventi della vita di San Francesco di Assisi: l’istituzione del Terzo Ordine Francescano e la celebre Predica di San Francesco agli Uccelli.
Ordine Francescano Secolare
Ordine Francescano Secolare
Accanto all’episodio della Predica agli uccelli, la storia ha consegnato a Cannara il ruolo di custode di un altro importante avvenimento della vita di San Francesco: l’istituzione del Terz’Ordine Francescano di cui il Santo ebbe intuizione nel corso del suo passaggio in questa terra.


La già Piazza IV Novembre, ora intitolata al Terz’ordine Francescano, è il luogo in cui, secondo la tradizione avvalorata da Fonti Francescane, San Francesco d’Assisi giunse nella primavera del 1221, quando, ispirato da Dio, decide di scendere dal Monte Subasio e di iniziare la predicazione del Vangelo nel mondo. E cominciò proprio dall’ antico Castello di Cannara e commosse a tal punto il popolo accorso per ascoltarlo, che tutti volevano seguirlo.
Leggiamo negli Actus Beati Francisci et sociorum eius (capp. XIV e XVI) e nei Fioretti (cap. XVI) che San Francesco, all’inizio della sua predicazione, capitò in un castello chiamato Cannarium (oggi Cannara), i cui abitanti rimasero così affascinati dalla sua parola che tutti volevano seguirlo abbandonando le loro case, ma il Santo disse loro: “Non abbiate fretta, e io provvederò a quel che voi dobbiate fare per la salvezza della vostra anima. E allora pensò di fare il Terzo Ordine, che è detto dei Continenti, per la salvezza di tutti, universalmente” (Actus, cap. XVI).
Nasce così il Terzo Ordine dedicato ai laici, il cosiddetto ‘Terz’Ordine dei Continenti’, oggi Ordine Francescano Secolare (OFS) che attualmente conta milioni di membri in tutto mondo.
Il primo terziario accolto dal Santo sarebbe stato il cannarese beato Lucio Modestini secondo un’antica tradizione orale, iconografica e letteraria tra cui l’annotazione di Pietro Rodolfo Tossignano del 1586 nei suoi ‘Historiarum Seraphicae Religionis Libri Tres’, c. 146.
La Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Cannara, tuttora attiva, è documentata a partire dall’anno 1500 ma, come detto, le sue origini sono molto più remote per essere stato, questo antico castello, il luogo nel quale San Francesco ha avuto la prima idea del Terz’Ordine e rivestito dell’abito cinerino il primo terziario della storia, il beato Lucio Modestini da Cannara.
Sulla piazza ove il Terz’Ordine ebbe origine, si affaccia il Palazzo Landrini Maiolica che custodisce al suo interno l’umile Tugurio in cui il Santo dimorava e pregava nei suoi passaggi in questa Terra. In questo Palazzo ha sede la fraternità OFS locale ora intitolata al Beato Lucio Modestini.
Alla Fraternità OFS appartengono uomini e donne che, pur vivendo nello stato secolare, seguono una Regola basata sui principi del Vangelo secondo l’esempio di San Francesco. Umiltà, solidarietà, spirito di perdono e di pace, rispetto della vita umana e per le altre creature, sono i cardini ispiratori della vita del terziario francescano.
L'Arte
Basilica inferiore di San Francesco, Assisi
Maestro di San Francesco
Con la denominazione di Maestro di San Francesco è indicato un pittore italiano di scuola umbra, ma di formazione giuntesca, attivo in Umbria tra il 1260 e il 1280, autore di alcuni dipinti caratterizzati da modi vivacemente espressivi e talvolta venati di accentuato patetismo. Il nome gli deriva da una tavola raffigurante un San Francesco e due angeli oggi conservata nel Museo della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.
Fu il primo pittore ingaggiato nella Basilica di San Francesco, dove realizzò intorno al 1255-1260 nella navata della Basilica inferiore due cicli di affreschi raffiguranti Storie della vita di San Francesco e Storie della Passione di Cristo, purtroppo ampiamente danneggiate dall’apertura delle cappelle laterali.
Per la Basilica superiore disegnò i cartoni delle vetrate (1270 circa).
Stilisticamente mostra la derivazione dai modi di Giunta Pisano, probabile suo maestro, dal quale riprese la finezza compositiva, esasperata però da accentuazione espressive che sono state definite addirittura “teatrali”. Riferimenti classici vennero filtrati dall’arte bizantina, in particolare dalla sua evoluzione più moderna per l’epoca, il neoellenismo.
Fu tra i maestri che influenzarono lo stile di Cimabue.
Ha realizzato la Predica agli Uccelli, nella Basilica Inferiore, risalente al 1255 ca.
Basilica superiore di San Francesco, Assisi
Giotto
Giotto è il protagonista del nuovo ciclo, nella parte inferiore della navata, iniziato subito dopo il 1296 per l’iniziativa spregiudicatamente moderna del nuovo Generale dei Francescani. Già esistevano, nella basilica inferiore, affreschi delle storie di San Francesco: il fatto nuovo è che la serie giottesca non ha carattere biografico né agiografico ma, pur rispettando le fonti storiche, concettuale e dimostrativo. Lo scopo è delineare in senso storico e non leggendario o poetico, la figura del Santo “moderno”, creatore di un movimento in trionfale espansione, la cui forza è impulso al rinnovamento della Chiesa.
La figura che spicca negli affreschi di Giotto non è certamente quella del “poverello” descritto da Tommaso da Celano o dell’asceta sofferente ritratto da Cimabue: è una persona piena di dignità e autorità morale i cui atti, prima che i miracoli, sono fatti memorabili, storici.
Tutti i riquadri […] hanno una costruzione prospettica; ma poiché è il fatto rappresentato che la determina, non è mai la stessa. Nella Predica agli uccelli la cubatura sintetica dello spazio vuoto è ottenuta opponendo semplicemente alla lieve curvatura dell’orizzonte la verticale appena inclinata del tronco e isolando nell’azzurro del cielo le masse compatte del fogliame degli alberi.
(Giulio Carlo Argan)
Basilica superiore di San Francesco, Assisi
Giotto
Giotto è il protagonista del nuovo ciclo, nella parte inferiore della navata, iniziato subito dopo il 1296 per l’iniziativa spregiudicatamente moderna del nuovo Generale dei Francescani. Già esistevano, nella basilica inferiore, affreschi delle storie di San Francesco: il fatto nuovo è che la serie giottesca non ha carattere biografico né agiografico ma, pur rispettando le fonti storiche, concettuale e dimostrativo. Lo scopo è delineare in senso storico e non leggendario o poetico, la figura del Santo “moderno”, creatore di un movimento in trionfale espansione, la cui forza è impulso al rinnovamento della Chiesa.
La figura che spicca negli affreschi di Giotto non è certamente quella del “poverello” descritto da Tommaso da Celano o dell’asceta sofferente ritratto da Cimabue: è una persona piena di dignità e autorità morale i cui atti, prima che i miracoli, sono fatti memorabili, storici.
Tutti i riquadri […] hanno una costruzione prospettica; ma poiché è il fatto rappresentato che la determina, non è mai la stessa. Nella Predica agli uccelli la cubatura sintetica dello spazio vuoto è ottenuta opponendo semplicemente alla lieve curvatura dell’orizzonte la verticale appena inclinata del tronco e isolando nell’azzurro del cielo le masse compatte del fogliame degli alberi.
(Giulio Carlo Argan)
Chiesa di San Francesco, Montefalco
Benozzo Gozzoli
La cappella maggiore della chiesa francescana di Montefalco fu decorata da Benozzo Gozzoli tra il 1450 e il 1452. Il ciclo di affreschi raffigura i più importanti episodi della vita di San Francesco, secondo un programma elaborato forse dallo stesso committente, fra’ Jacopo di Mattiolo.
La vicinanza di Montefalco ad Assisi, non impedì a questo ciclo di differenziarsi sensibilmente dalle Storie di San Francesco affrescate da Giotto. Benozzo le raffigurò su tre livelli cercando di adattare le pitture alla struttura dell’abside (alta e stretta), rappresentando spesso più eventi all’interno di uno stesso riquadro.
La Predica agli uccelli e la Benedizione di Montefalco, sono ambientati in un paesaggio reale raffigurato con minuzia di dettagli. A sinistra, a metà della montagna, è descritta Assisi con il suo castello e la possente Basilica. Francesco parla agli uccelli mentre con la mano indica il cielo facendo intendere che è ispirato in questo gesto da Dio Padre. Sulla destra è rappresentata Montefalco. Francesco, accompagnato dal suo discepolo, benedice quattro uomini in preghiera. L’episodio di questa benedizione si riferisce ad una tradizione locale e non è citato in nessuna leggenda della vita francescana.
(Museo Benozzo Gozzoli)
I Luoghi Francescani
I Luoghi Francescani
Nel centro storico di Cannara, diversi sono i luoghi in cui la tradizione dell’istituzione del Terz’Ordine è ancora viva.

LA CHIESA DELLA BUONA MORTE
Situato sulla Piazza ora intitolata al Terz’Ordine Francescano. Fu eretta su un piccolo Oratorio del XII secolo, lo stesso in cui secondo la tradizione San Francesco ideò il Terz’Ordine nel 1221 e rivestì dell’abito dei Penitenti il b. Lucio da Cannara, primo Terziario.
LA CHIESA DI SAN FRANCESCO
Si affaccia sulla Piazza ora intitolata a San Francesco d’Assisi. Fu fatta costruire dai Terziari di Cannara agli inizi del 1600. La lapide posta sul bel portalino cinquecentesco, sormontata dallo stemma dei PP. Conventuali di Assisi, recita, (trad. dal latino): Consacrato al divino Francesco che in questo castello prima che altrove istituì l’Ordine dei Penitenti Secolari. L’iscrizione rimanda all’evento del 1221, sancito con la concessione dell’abito cinerino al beato Lucio Modestini di Cannara.
L’interno, costituito da un unico ambiente con annessa sacrestia (già luogo di incontro dei Terziari Francescani), presenta un altare maggiore e due laterali. Quello maggiore è sovrastato da una tela di Cesare Sermei, pittore umbro del Seicento, raffigurante la vestizione di una Terziaria da parte di San Francesco.


IL TUGURIO
Ubicato all’interno del Palazzo Landrini-Majolica, oggi sede regionale dell’Ordine Francescano Secolare, questo piccolo speco è inserito nell’originario Ospizio per i pellegrini e qui il Santo dimorava in riposo e preghiera quando passava per la terra di Cannara.
Il Protocollo d'Intesa
Il Protocollo d'Intesa
14 Gennaio 2015
"Il Protocollo d'Intesa"
Il progetto ‘Dal Bosco di San Francesco a Piandarca e il Sentiero della Predica agli Uccelli’ è il frutto concreto di un intenso lavoro che viene da lontano e che trova il suo momento saliente nel ‘Protocollo d’Intesa’ dedicato alla tutela e alla valorizzazione di Piandarca, sottoscritto il 14 Gennaio 2015 tra il Comune di Cannara, la Città di Assisi, la Diocesi di Assisi-Gualdo Tadino-Nocera Umbra e l’OFS Umbria, il cui contenuto ha ricevuto, peraltro, la paternità morale del Sacro Convento di Assisi.


La sigla del ‘Protocollo d’Intesa’ - che ha come finalità quella di intraprendere un percorso comune di tutela e valorizzazione del luogo della Predica agli uccelli – ha rappresentato un atto di grande importanza, un momento storico, in quanto primo riconoscimento formale di Piandarca quale luogo francescano, dell’immenso patrimonio storico, spirituale, culturale, paesaggistico che da secoli silenziosamente custodisce, dell’universalità del messaggio che esprime il cui valore varca i confini locali per appartenere all’umanità.
Lo storico documento ha costituito il primo concreto riconoscimento dell’importanza di Piandarca da parte delle istituzioni: un traguardo in cui nessuno avrebbe mai sperato e raggiunto grazie all’impegno di persone attente e sensibili al rispetto di un luogo d’eccezione che adesso può finalmente aprirsi al mondo.
I luoghi del cuore
Dal Bosco di San Francesco a Piandarca - Il Progetto
Dal Bosco di San Francesco a Piandarca - Il Progetto
Un percorso pedonale e ciclistico che collega Assisi, Santa Maria degli Angeli e Cannara
Appositamente tracciato, segnalato e geo-referenziato, il percorso collega la Basilica Superiore di Assisi, passando per il Bosco di San Francesco, a Piandarca e al Sentiero Storico. L’itinerario, di circa 15 km, passando per Santa Maria degli Angeli, ricongiunge idealmente la rappresentazione pittorica di Giotto della Predica di San Francesco agli uccelli, al luogo che fu teatro del celebre idillio.
L’ottimo posizionamento al Censimento ‘I Luoghi del Cuore’ promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha permesso alla Parrocchia di Cannara di partecipare al bando per la selezione degli interventi che il FAI lancia dopo ogni censimento
Il progetto, intitolato: “Dal Bosco di San Francesco a Piandarca e il Sentiero della Predica agli Uccelli” è stato ammesso al bando e ha ottenuto un contributo di 12.000 euro stanziato da FAI e da Intesa Sanpaolo per la sua qualità. Forti in questo luogo i valori identitari e simbolici che si manifestano attraverso il coinvolgimento della comunità di Cannara e l’interesse mostrata dai numerosi visitatori del sito. A determinare il punteggio finale del progetto è stato il coinvolgimento di un’ampia rete di partner che ha scelto di contribuire alla valorizzazione di Piandarca, anche cofinanziando il progetto.
Piandarca è un terreno agricolo a ridosso del Comune di Cannara, di circa 6.000 metri quadrati, dove secondo la tradizione sarebbe avvenuto il celebre episodio della vita di San Francesco d’Assisi. Il sentiero della Predica agli uccelli, che costeggia l’area agricola, attraversa luoghi di notevole bellezza paesaggistica, caratterizzati da uliveti, querce, aceri, olmi, pioppi, fossi e canali. Il panorama spazia da Assisi ai Monti Martani, dalle montagne di Spoleto alle colline di Perugia. Secondo la tradizione, proprio in questi campi il Santo avrebbe visto una moltitudine di uccelli e, avvicinandosi, avrebbe rivolto loro la predica riportata nei Fioretti e ripresa in pittura e musica da importanti artisti come Giotto e Franz Liszt.
Fino ad oggi la conoscenza di Piandarca è rimasta limitata alla popolazione locale e ai pochi esperti del settore e non è stata mai adeguatamente promossa, soprattutto in mancanza di apposita segnaletica e cartellonistica che racconti il luogo.
Ispirato a un concetto di valorizzazione che coincide con l’assoluto rispetto dell’integrità, della semplicità e della fisionomia del luogo, il progetto “Dal Bosco di San Francesco a Piandarca e il Sentiero della Predica agli Uccelli” mira a promuoverne la conoscenza attraverso una serie di azioni interconnesse di impatto comunicativo. Oltre a FAI e Intesa Sanpaolo, hanno scelto di sostenere il progetto i seguenti Enti: il Comune di Cannara, la Città di Assisi, la Diocesi di Assisi, l’ OFS Umbria, il Comitato Valorizzazione Piandarca, e la Proloco di Cannara.
Il progetto consiste nell’individuazione di un percorso ciclo-pedonale georeferenziato, tracciato e tabellato che, passando per il Bosco di San Francesco (Bene FAI), collega la Basilica Superiore di San Francesco in Assisi a Piandarca e al Sentiero Storico. Lungo il percorso, apposita segnaletica e totem informativi muniti di QR code consentono al visitatore di collegarsi a un sito dedicato.
Il visitatore si immerge in un itinerario naturalistico che ricongiunge la rappresentazione pittorica di Giotto della “Predica agli uccelli” nella Basilica di Assisi, al luogo in cui l’episodio avvenne, attraversando gli incantevoli paesaggi della campagna assisana.
Il 4 ottobre 2016, in una data fortemente simbolica – la Festa di San Francesco – il progetto ha visto il suo avvio con una presentazione al pubblico e alla stampa tenutasi in Cannara presso l’Auditorium San Sebastiano.
Il Sindaco di Cannara, Avv. Fabrizio Gareggia, dopo aver raccontato il contenuto del progetto, ha svelato il logo che renderà Piandarca riconoscibile attraverso questo elemento simbolico; immagine di grande bellezza e contenuto è ispirata al celebre affresco di Giotto. Il Sindaco ha commentato: ‘Oltre alla qualità e all’innovatività degli elementi illustrati, il grande valore del progetto risiede nel sostegno dei soggetti che abbiamo coinvolto per il loro prestigio e per la loro naturale vocazione a condividerne il contenuto universale che esso esprime. Una sinergia che abbiamo fortemente voluto, perché la condivisione e la collaborazione sono gli elementi che conferiscono forza a un progetto’.
Tra i partecipanti alla presentazione, la dott.ssa Nives Maria Tei Coaccioli, Presidente FAI Umbria e, in rappresentanza di Intesa Sanpaolo Area Retail di Perugia, il Direttore Alberto Baldelli.
Nel corso della bellissima serata, è giunto graditissimo l’arrivo di P. Mauro Gambetti, Custode del Sacro Convento di Assisi e vi è stato un gioioso scambio doni tra il Sindaco di Cannara e il Custode del Convento dei Cappuccini di Monterosso, P. Renato Brenz Verca, accompagnato per l’occasione dal Sindaco di Monterosso, Emanuele Moggia.
I Luoghi del Cuore
Nonostante l’alto pregio storico, spirituale, culturale, naturalistico e l’universalità del messaggio che esprime, Piandarca non ha ricevuto nel tempo adeguata protezione e la sua integrità è stata più volte messa a rischio.
Il suo forte radicamento nel cuore popolare, tuttavia, ha sventato tali pericoli tramite l’opera di un Comitato sorto per la sua tutela il quale ha, tra l’altro, promosso la partecipazione alla 7° edizione de ‘I Luoghi del Cuore’- il censimento dei luoghi italiani promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo – nel cui ambito Piandarca si è posizionata al 10° posto, con ben 22.888 segnalazioni raccolte e con il sostegno del Comune di Cannara, della Parrocchia Santi Matteo Apostolo e Giovanni Battista, dell’OFS locale e regionale, della Pro Loco, di numerosi volontari.
Un traguardo importante che ha consentito a Piandarca di tornare a risplendere di nuova luce grazie al FAI e alla sua opera di recupero dei luoghi dimenticati, ma vivi nel cuore degli italiani.
L'Edicola e la Pietra
L'Edicola e la Pietra
L'EDICOLA DI PIANDARCA
Il Sentiero Storico termina a lato di una edicola fatta costruire nel 1926 da una famiglia di Cannara per grazia ricevuta.
L’Edicola di Piandarca (come è denominata) è stata realizzata nel Settecentenario della morte di San Francesco ad opera dello scultore cannarese Bruno Bini che vi lavorò insieme al pittore perugino Castore Vignaroli.
È una “piccola costruzione votiva in mattoni, circondata da querce e cipressi, che reca un dipinto raffigurante San Francesco attorniato da uccelli: il dipinto è protetto da una copertura piuttosto aggettante eseguita in legno. Tutt’intorno vi sono inserti decorativi di terracotta lavorata a rilievo. Dinanzi all’Edicola, su piedritto in mattoni, è la lastra dell’altare” (G. Sergiacomi).
La PietraLa meta dei fedeli

Lungo il Sentiero Storico percorso da San Francesco, vari documenti e testimonianze del primo Novecento attestano la presenza di una pietra posta a metà circa del percorso, sull’argine sinistro del torrente Formella, a ricordo dell’episodio della Predica di San Francesco agli uccelli.
A tal proposito, così scriveva nel 1910 uno dei massimi studiosi del francescanesimo del tempo, padre Nicola Cavanna O.F.M., nella sua opera “L’Umbria Francescana Illustrata” a p. 35: Uscendo da Cannara […], dopo circa 30 minuti di cammino si trova un ruscello fiancheggiato da campi e prati, i quali portano il vocabolo di Pian d’Arca. In quel luogo sino a pochi anni addietro si additava una pietra, sulla quale dicevasi che S. Francesco posò i piedi nel predicare agli uccelli, sparsi per quei campi fioriti…
Un altro autorevole commentatore dei Fioretti, Mariz Revelli, nell’opera “I Fioretti e il Cantico di frate sole”, così scriveva nel 1926 (nota 2, p. 74): A mezz’ora da Cannara, nella località Pian d’Arca, è una pietra che la tradizione identificò con quella su cui si sarebbe collocato il Poverello per predicare agli uccelli.
La pietra di cui parlano questi documenti oggi non esiste più: è stata oggetto di trafugamento nei trascorsi anni Cinquanta. Nonostante ciò, il luogo ha continuato ad essere meta di fedeli e di pellegrini. Negli anni Duemila, su iniziativa della Pro Loco di Cannara, è stata collocata un’altra pietra donata dalla famiglia Nazareno Carpenacci e scolpita dal prof. Sestilio Burattini dell’Accademia delle Belle Arti di Perugia e da Jelena Panjkovic, sua allieva.


La processione

Tradizione
La tradizione popolare legata al francescanesimo si è mantenuta nei secoli profondamente radicata ed è tuttora viva anche in virtù di un altro importante evento avvenuto in Cannara durante lo storico passaggio di San Francesco in questa terra nella primavera del 1221: l’ideazione del Terzo Ordine dedicato ai laici, il cosiddetto Terz’Ordine dei Continenti oggi Ordine Francescano Secolare (OFS). Ogni anno, a memoria della Predica agli uccelli e dell’ideazione del Terz’Ordine, si svolge l’antica Processione a Piandarca.
È una tradizione risalente almeno al 1645 come attestato da un documento conservato nell’Archivio della Parrocchia di S. Matteo di Cannara. Si svolge, secondo quanto indica il documento, ogni anno cinque domeniche dopo la Pasqua poiché sarebbe stato questo il giorno in cui San Francesco nella primavera del 1221 passò per il castello di Cannara, dove avvennero – stando ai Fioretti – il Miracolo delle rondini, la predica ai Cannaresi e l’ideazione del Terz’Ordine, la Predica agli uccelli a Piandarca.

La Processione
La Processione parte dalla Chiesa dedicata a San Francesco, nel centro storico di Cannara, raggiunge Piandarca e procede lungo il Sentiero Storico: giunge alla Pietra posta a ricordo della Predica e termina all’Edicola di Piandarca dove si celebra la Santa Messa.La Processione è organizzata dall’OFS di Cannara, dall’OFS dell’Umbria, dalla Parrocchia in collaborazione con il Comune e la Pro Loco.


Ogni anno, vi partecipano centinaia e centinaia di persone appartenenti alle Fraternità OFS della Regione e la popolazione locale ed è presieduta da una personalità del mondo religioso: Vescovi, Custodi del Sacro Convento di Assisi, Padri Provinciali del Primo Ordine Francescano, Assistenti Nazionali dell’OFS. Da ultimo, sul luogo della Predica agli uccelli, attori professionisti interpretano l’episodio in costume medievale con accompagnamento musicale al salterio, mentre vengono liberate in aria decine di colombi bianchi, simbolo di pace.






